CICLOMUNDI, SALUTI E BICI

Si è chiusa la 4a edizione di Ciclomundi, un’edizione impegnativa, intensa, partecipata, molto bella.
Ricca di idee, di contenuti e di un evidente amore per la bicicletta che traspariva dai volti e dalle parole. Dobbiamo ringraziare tutti: in primis i volontari e tutte le persone che a vario titolo hanno contribuito alla buona riuscita della manifestazione; tutti i relatori e gli artisti, cuore della manifestazione, che si sono prodigati per rendere il festival un evento unico; gli espositori che hanno aderito con entusiasmo al nostro invito e che hanno animato gli stand in Piazza della Repubblica; l’Amministrazione comunale di Portogruaro che ci ha sostenuto e tutto il personale per la fattiva collaborazione; la Provincia di Venezia che ha sostenuto il convegno inaugurale; i service, che con pazienza e abnegazione hanno fatto in modo che tutto fosse perfetto e sicuro; l’associazione Sagitta Bike, che fino alla fine ha sperato si potesse comunque fare la pedalata e ha condiviso fin da subito lo spirito del progetto; l’Istituto d’Alessi e i ragazzi del progetto
“Pedalando s’impara”; e poi voi: la meravigliosa comunità allegra, colorata, slow ed ecologica che segue Ciclomundi da sempre e che crede che la bicicletta porti a esperienze umane ricche, stili di vita consapevoli e possa generare forme di turismo responsabili, sostenibili e vincenti.

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La notte dei pedali… senza dimenticare i mondiali

Ciclomundi è anche spettacolo e divertimento e nelle due sere di venerdì 13 e sabato 14 giugno il palcoscenico diventerà protagonista.

Nel parco della Pace di Portogruaro l’anteprima del festival vedrà esibirsi venerdì sera la compagnia “Lo stanzone delle apparizioni” che vedrà in scena gli attori Caterina Gramaglia, Massimo Poggio e Gualtiero Burzi per il reading “Mrs Annie e il giro del mondo” dedicato a una pioniera dei viaggi in bicicletta, la londinese Annie Londonderry che, sul finire dell’Ottocento, armata di un revolver e di un cambio di biancheria, decise di intraprendere (e riuscì a portare a termine) il giro del mondo a pedali. Read More

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CICLOTURISMO CHE PASSIONE!

Ciclomundi è l’unico festival in Italia interamente dedicato al viaggio e alla vacanza a due ruote. Mai come in questa quarta edizione il tema è stato sviscerato in tutte le sue sfumature:

raccontato attraverso la voce di scrittori e viaggiatori come Claude Marthaler, lo svizzero con la passione per le salite che ha già compiuto il giro del mondo a pedali o Heinz Stücke, il celebre ciclonauta tedesco che ha sulle gambe più di 600.000 chilometri in 50 anni di pedalate o ancora Emilio Rigatti, il professore friulano che si muove solo in bicicletta;

studiato e commentato attraverso convegni importanti, come quello proposto in apertura, venerdì 13 giugno, e intitolato “Le nuove strade del turismo” (sostenuto dal progetto di cooperazione Interbike della Provincia di Venezia) che vede tra gli altri la partecipazione illustre di Pierre Sabouraud, manager della Valle della Loira e uno dei “padri” della ciclovia Parigi-Londra oppure come quello del sabato pomeriggio, la tavola rotonda “Cicloturismo in Italia e in Europa: le destinazioni si presentano” a cui parteciperanno ospiti internazionali come l’Ente per il turismo delle Fiandre, l’Ente nazionale Austriaco per il Turismo, l’Ente per il turismo della Touraine – Valle della Loira, l’Ufficio del Turismo Sloveno e l’Ambasciata dei Paesi Bassi; Read More

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CICLOMUNDI SOCIAL: QUANDO LA BICICLETTA FA BENE

La bicicletta è un mezzo che consente la condivisione e la conoscenza. La sua struttura semplice e innocua  favorisce la vicinanza ai territori e alle persone, il ciclista è sempre visto con simpatia e accolto con calore. Ma la bici può diventare anche una straordinaria risorsa per l’integrazione e la solidarietà. E’ ciò che è avvenuto a Kader Patwary, 25 anni, originario del Bangladesh emigrato in Libia in cerca di lavoro e da lì scappato come profugo dopo il crollo del regime di Gheddafi e approdato a Lampedusa con il barcone e tanta speranza. Da Lampedusa Kader è arrivato a Mestre dove è stato accolto nella struttura di Forte Rossarol. Qui ha avuto modo di conoscere i fratelli Pavan, che gestiscono un negozio di biciclette a Favaro Veneto e che l’hanno preso come apprendista, insegnandogli il lavoro di meccanico di biciclette. Ora è diventato talmente bravo da poter mettere le mani anche sulle bici da corsa, quelle che richiedono una precisione maniacale, e da diventare il “maestro” nella nuova officina sociale che aprirà a Forte Carpenedo, e che sarà gestita dalla Società ciclistica Favaro Veneto. Una sorta di ospedale per biciclette, dove tanti nuovi meccanici-dottori potranno imparare il mestiere. Read More

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